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Ottobre 18, 2024

Dietro le quinte del marketing: come riaccendere la creatività

Cosa succede quando viene meno la creatività (a dei creativi)?

Vi siete mai chiesti cosa si nasconde dietro un articolo di blog ben scritto, un feed social impeccabile o una campagna advertising che converte? Se pensate che creare un piano marketing o un calendario editoriale sia solo questione di riempire un foglio con idee brillanti, preparatevi a scoprire l’altra faccia della medaglia. Quella che di solito nessuno racconta, ma che ogni marketer conosce fin troppo bene: un mix di creatività, deadline e un pizzico di ordinaria follia.

In questo episodio, vi portiamo dietro le quinte della creatività, raccontandovi come noi marketer e creativi gestiamo blocchi mentali, richieste impreviste e la necessità di essere sempre sul pezzo.

Partiamo!

Il famoso “blocco dello scrittore”: quando la mente di un copywriter chiede le ferie anticipate

Non c’è niente di più temuto per un copywriter del famigerato blocco creativo.
Quel preciso istante in cui, seduti alla scrivania davanti a un foglio Word bianco, ogni idea sembra svanire nel nulla. Il calendario editoriale vi guarda, implorante, mentre la creatività sembra essersi presa una bella vacanza anticipata senza avervi dato il benché minimo cenno di preavviso.

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La verità?

Essere creativi a comando non è affatto semplice né scontato. Le idee non fluiscono su richiesta quando e come lo vogliamo, soprattutto quando scadenze e revisioni incombono. E non importa quanto amiate scrivere o quante tazze di caffè avete bevuto per rimanere produttivi e concentrati: se il cervello va in sciopero, non c’è verso di smuoverlo. Bisogna accettarlo e trovare il modo di proseguire oltre.

Come un copywriter supera l’impasse

Senza farsi prendere troppo dal panico, la chiave è distrarsi: una camminata all’aria aperta, qualche minuto giustificato di scroll su Instagram o TikTok (ovviamente a tema gattini, perché no?) o un video motivazionale possono aiutare a ritrovare il giusto spirito creativo. Ma se il blocco invece persiste, il brainstorming di squadra è l’arma vincente. Tre o quattro menti al lavoro sono meglio di una e riescono quasi sempre a convincere la creatività a ritrovare la strada di casa.

Il Digital Strategist e l’arte del funneling

Pensate che l’arte del funneling sia una passeggiata? Beh, non è di sicuro quello che pensa un digital strategist a corto di ispirazione.
Creare il funnel di marketing perfetto a primo colpo è come cercare di mettere insieme un puzzle da mille pezzi bendati. Dalla fase di awareness alla quella di conversione, ogni step del funnel strategico va studiato nei minimi dettagli, e spesso, proprio quando ogni tassello della strategia appena delineata sembra essere al proprio posto, arriva dal cliente una domanda innocente in grado di vanificare ore e ore di duro lavoro: “E se cambiassimo completamente il target di riferimento?”.

La verità?

L’abilità di funneling richiede pazienza, visione e precisione millimetrica. Spesso però delineare la giusta strategia può diventare un percorso lungo e tortuoso non solo a causa di continue richieste di aggiustamenti o cambi di rotta, ma anche per l’equilibrio delicato tra le singole componenti.
Ogni elemento ha il suo ruolo e, per dare i suoi frutti, ogni strumento deve funzionare in sinergia con gli altri. Per questo, quando arriva una richiesta di modifica, il rischio è che l’intera struttura crolli.

Come un vero stratega affronta il problema

Sorride, respira e riparte con l’analisi dati. Se il cambiamento richiesto ha senso ai fini della strategia, viene implementato armonizzando l’intera struttura del funnel. Se, invece, rischia di minare l’efficacia della strategia, vengono proposte delle soluzioni alternative supportate da numeri. I dati sono i nostri migliori alleati per dimostrare cosa funziona e cosa no. E alla fine, anche il funnel in apparenza più complesso trova il suo equilibrio e applicazione.

Il Social Media Manager alle prese con la programmazione in real time

Per un social media manager, mantenere un feed social coerente e sempre aggiornato è come fare il direttore d’orchestra: ogni post deve essere pianificato con cura, i contenuti devono essere accattivanti e, soprattutto, devono essere pubblicati al momento giusto affinché possano raggiungere il giusto pubblico. Ma ecco che dopo ore di lavoro, appena si ha via libera per la pubblicazione, le richieste e i ripensamenti dell’ultimo minuto sono sempre dietro l’angolo.

La verità?

La gestione dei social è un delicato equilibrio tra creatività e pianificazione e quando arriva una richiesta improvvisa, tutto il piano editoriale rischia di essere compromesso. Ma il mondo dei social richiede anche flessibilità e necessità di adattamento: i trend cambiano, le priorità del brand si evolvono, e il calendario social spesso diventa una maratona contro il tempo.

Come un social media manager allenato supera il problema

La prima regola? Rimanere calmi. Quando occorre il social media manager riorganizza il calendario editoriale alla luce delle nuove necessità del cliente, ridefinendo le priorità e correndo ai ripari con un post creato sul momento, ma sempre in linea con l’esatto stile e tone of voice del brand. Eh sì, in questi casi la prontezza di riflessi è tutto.

La creatività è il cuore pulsante di ogni contenuto e strategia di marketing che si rispetti, ma dietro ogni contenuto brillante c’è un lavoro continuo fatto di compromessi, strategie riviste all’ultimo secondo e momenti di impasse che solo chi opera dietro le quinte conosce davvero.

Alla fine, però, è proprio da questi momenti di caos creativo che a quanto pare germogliano le idee migliori. E anche quando il cervello decide di appendere il cartello “chiuso per ferie”, il team diventa il nostro porto sicuro, subito pronto a tirare fuori dal cilindro quella scintilla di ispirazione che serve a fare la differenza nel nostro mestiere.